INPS: pensione ai superstiti come e quando

Non sempre le tutele offerte dall’Inps possono garantire serenità ai familiari superstiti.

Proviamo insieme a fare chiarezza per capire in quali casi l’INPS aiuterebbe  veramente i nostri cari, partendo dalla fondamentale differenza tra pensione indiretta e pensione di reversibilità.

Le differenze tra pensione indiretta e pensione di reversibilità

Pensione indiretta

La pensione indiretta è un trattamento riconosciuto in favore dei familiari in caso di decesso di un soggetto assicurato che non abbia ancora maturato i requisiti per andare in pensione.

Pensione di reversibilità

La pensione di revestibilità invece è il trasferimento ai familiari di una parte della pensione maturata, in caso di decesso del soggetto assicurato.

La pensione indiretta nel dettaglio

Per il diritto alla pensione indiretta, le regole INPS prevedono che si debbano avere almeno 5 anni di contribuzione (di cui almeno 3 negli ultimi 5) oppure almeno 15 anni di contribuzione.

Sicuramente quindi non maturano pensione indiretta:

Giovani

I giovani che hanno meno di 5 anni di contribuzione alle spalle lavorativamente parlando.

Assicurati di tipo 1

Gli assicurati con anni di contribuzione tra i 5 e i 14 ma non continuativi negli ultimi anni.

Assicurati di tipo 2

Gli assicurati che hanno alternato anni di contribuzione con anni di lavori precari.

A chi spetta la pensione dei superstiti?

In linea di massima possiamo dire che gli aventi diritto sono il coniuge ed i figli, questi ultimi con alcune limitazioni, ovvero, solo nel caso si tratti di minorenni, disabili o maggiorenni  a carico del defunto ma di età non superiore ai 21 anni. È inoltre necessario che questi siano studenti, o comunque frequentino scuole o corsi di formazione professionali equiparabili ai corsi scolastici, e non prestino attività lavorativa.

Solamente nel caso dei figli che frequentano l’università la pensione ai superstiti  spetta, al soddisfare delle suddette condizioni, nei limiti dei 26 anni di età.

Direttamente dal sito dell’INPS: I figli studenti hanno diritto alla pensione ai superstiti anche se svolgono una attività lavorativa dalla quale deriva un piccolo reddito. Si considera tale un reddito annuo non superiore ad un importo pari al trattamento minimo annuo di pensione previsto dal Fondo Pensioni lavoratori dipendenti maggiorato del 30%, riparametrato al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa.

Come si determina l'ammontare dell'assegno dovuto ai superstiti?

La pensione  è pari a una certa percentuale della pensione che veniva erogata al pensionato i seguenti criteri:

Soggetti superstiti Percentuale
Coniuge solo 60%
Coniuge più un figlio 80%
Coniuge e almeno due figli 100%

In assenza del coniuge, ossia quando ad avere diritto alla pensione di reversibilità sono i figli, oppure i genitori oppure fratelli e sorelle, bisogna fare invece riferimento alla seguente tabella:

Soggetti superstiti Percentuale
Un figlio 70%
Due figli 80%
Tre o più figli 100%
Un genitore 15%
Due genitori 30%
Un fratello o una sorella 15%
Due fratelli o sorelle 30%

Gli importi della pensione ai superstiti  sono cumulabili con gli altri redditi del beneficiario solo quando questi non superano determinati limiti. Al di sopra di questi si applicano dei tagli alla quota di pensione di reversibilità riconosciuta, a eccezione del caso in cui il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili.